Condividi:
È morto per uno choc emorragico provocato da una ferita penetrante all’addome Niko Tacconi, il barbiere ascolano di 35 anni ucciso domenica sera nell’appartamento di via Pergolesi, nel quartiere Borgo Solestà ad Ascoli.
È quanto sarebbe emerso dall’autopsia eseguita nel reparto di medicina legale dell’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno dai medici legali Massimo Senati e Francesco Brandimarti, ai quali era stato affidato l’incarico di fare piena luce sulle cause del decesso e sulla dinamica dell’aggressione. Accusato di omicidio è il 54enne ascolano Emanuele Bellini, attualmente rinchiuso nel carcere di Marino del Tronto.
Davanti al giudice per le indagini preliminari, nel corso dell’udienza di convalida, l’uomo ha confermato di non aver avuto alcuna intenzione di uccidere Tacconi. L’esame autoptico, passaggio cruciale nell’inchiesta, avrebbe confermato dunque che la lesione all’addome possa essere stata fatale.
I periti avrebbero inoltre riscontrato una seconda ferita all’altezza dell’ascella sinistra, elemento che potrebbe contribuire a ricostruire con maggiore precisione le fasi dell’aggressione e il numero dei colpi inferti. All’autopsia hanno assistito anche i periti di parte.
L’avvocatessa Alessandra Morganti, difensore di Bellini, si è affidata allo studio Rosini di San Benedetto del Tronto, incaricando i medici legali Vincenzo e Umberto Rosini di seguire le operazioni peritali. Anche la famiglia della vittima, tramite il proprio legale Umberto Gramenzi, ha nominato un consulente di parte, il medico legale Claudio Cacaci.
Gli accertamenti medico-legali sono decisivi per chiarire anche la compatibilità delle ferite con il coltello da cucina sequestrato nell’abitazione, ritenuto dagli inquirenti l’arma del delitto.
L’esito dell’autopsia rappresenta un tassello fondamentale per l’inchiesta, destinato a orientare le prossime fasi investigative e a chiarire definitivamente responsabilità e dinamica di un omicidio che ha profondamente scosso la comunità ascolana.
Diretta Samb