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FALCONARA - Il giudice Alberto Pallucchini ha rinviato a giudizio sei persone tra dirigenti e responsabili della raffineria Api di Falconara per l’incendio divampato il 24 febbraio del 2022.

Per due persone fisiche e la società è stato disposto il non doversi procedere. Sono Giovanni Bartolini del reparto operazioni ed Andrea Arcangeletti, responsabile reparto ispezioni fino al 2018. Andranno invece a processo l’ex amministratore delegato Giancarlo Cogliati, l’allora direttore di stabilimento Pierfilippo Amurri, Monica Mais del servizio sicurezza ambiente, Daniele Galassi responsabile del reparto manutenzioni, Riccardo Costanzi capo reparto e Simone Margiotta, responsabile ufficio ispezioni.

Le accuse sono incendio colposo, getto pericoloso di cose, inquinamento ambientale, gestione dei rifiuti non autorizzata e, solo per Cogliati, anche il falso ideologico per aver certificato l’evento con un livello di emergenza più basso rispetto alla reale portata, incendio di categoria 1 anziché 3.

Il processo si aprirà il 22 settembre davanti alla giudice Giulia Casiello. Tutte ammesse le costituzioni di parte civile: sono il Comune di Falconara, i comitati ambientalisti e privati cittadini. L’incendio sotto accusa è quello all’impianto di cracking termico, nel reparto denominato 1.850 Thermal Cracking.

Quella mattina si era propagata una grossa nuvola di fumo a seguito delle fiamme divampate e poi spente in tempi brevi dalle squadre di emergenza interne alla raffineria e dai vigili del fuoco. Il cattivo odore e la nube avevano preoccupato la popolazione. Dopo l’incendio era stata fatta fare una perizia sull’impianto interessato, da parte della Procura, che aveva attribuito le cause a una valvola difettosa dovuta a una scarsa manutenzione.

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