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SAN BENEDETTO - L’estate 2004 fu caldissima sul fronte della Samb. Poi ne sarebbero seguite altre dello stesso tenore, ma forse nessuna con quella fibrillazione. La Samb era di proprietà della famiglia Gaucci che però, a fine stagione, aveva minacciato la non iscrizione. In realtà la squadra venne iscritta ma Alessandro Gaucci ripeteva che in mancanza di un acquirente sarebbero scesi in campo i ragazzini della Juniores. Ecco allora che a partire da giugno l’attività dei cronisti fu rivolta esclusivamente alla ricerca di possibili intese fra la famiglia Gaucci ed eventuali acquirenti.

Verso metà luglio iniziai a scrivere con insistenza quotidiana che era stato raggiunto un accordo tra Gaucci e Paterna, il presidente del Pescara. Non potevo dire che la Samb fosse stata già venduta, ma potevo dire che tra le parti c’era l’accordo. Alessandro Gaucci smentì – non solo me, ma anche altri giornalisti che avevano ipotizzato l’accordo raggiunto. Però continuai a scrivere che l’accordo c’era. Fino a rimanere da solo.

Continuai anche quando l’allora Amministrazione Comunale Martinelli era rivolta a far maturare una intesa con un fantomatico gruppo bresciano mai materializzato. Inutile dire che in quella fase, per un mese e mezzo, venni coperto da insulti da molti tifosi: non c’erano i social ma i “muri”, ricorderanno bene. Ma come, tutti parlano di accordo vicino coi bresciani, persino il sindaco, gli assessori, Alessandro Gaucci, e quello scemo di Flammini continua a scrivere che invece è tutto fatto con Paterna? Gaucci mi smentì fino all’ultimo giorno.

Ricordo ancora quando fui avvertito dalla mia fonte del tempo (ne riparlerò). Era fine agosto, mancavano due giorni alla chiusura del calciomercato e la Samb non aveva un solo giocatore tesserato. Ero in campagna, in una cena tra amici. Alle 21 chiamai Alessandro Gaucci che mi rispose cordiale: “Abbiamo venduto la Samb. Paterna? No, c’è Mastellarini e il direttore sportivo D’Ippolito”.

Due mesi di smentite e poi l’ammissione a cose fatte. Ovviamente dietro Mastellarini e D’Ippolito c’era Paterna, che non voleva apparire in quanto presidente del Pescara. A fine settembre seppi che il nome della società proprietaria era Bathford Limited, di stanza in Lussemburgo (guarda un po’). Con poche ricerche si arrivava al nome di Paterna come principale detentore delle quote (se non erro il 90%, ma vado a memoria, e poco conta).

Che c’entra tutto questo con oggi?

C’entra che il giornalismo si fa con le fonti, affidabili, e non con le chiacchiere da bar. Nel 2004 ero in contatto con una fonte più che affidabile, alla quale Alessandro Gaucci parlava ogni giorno. E dunque sapevo che la versione ufficiale di Gaucci, quella delle risposte ai giornalisti o al sindaco o agli assessori, era diversa dalla verità che confidava in maniera riservata. La stessa fonte si fidava di me e voleva bene alla Samb, e lo sapevo, per cui non c’era in atto alcun tradimento. Certo, dovetti sopportare due mesi di insulti ma sapevo come sarebbero finite le cose, e non potevo rivelare pubblicamente chi mi informava, ovviamente.

Anche oggi ho una fonte affidabile, alla quale si affiancano tanti indizi unidirezionali. Se tutto verrà confermato, il budget della Samb per il prossimo campionato salirà da 5,5 milioni, come detto da Vittorio Massi nell’ultima puntata di Ritmo di Samb, a inizio maggio, a quanto? 7? 8? milioni. Non sarà una Samb costruita per salvarsi, ma per puntare in alto. E probabilmente l’ambizione è di puntare in altissimo entro 2 stagioni. Entro, non dopo.

Nonostante il presidente Massi oggi abbia criticato noi giornalisti ("Posate il fiasco", ha detto), io gli auguro (e mi auguro) di aver trovato il filone giusto per una Samb vincente come chiesto da Boscaglia. Sapere chi, magari tramite un aumento di capitale fra un anno o due, lo affiancherà, potrebbe essere importante solo per evitare che si ripetano le vicende del passato più o meno recente ma sono sicuro, proprio conoscendo la serietà della famiglia Massi, che il passo verrà compiuto in maniera avveduta e consapevole e solo per il bene della Samb e di San Benedetto.

Se poi insieme al sindaco Mozzoni si riuscirà a costruire attorno allo stadio Riviera delle Palme un’altra storia, la città ne trarrà un grande beneficio (l’evento di Ricky Martin è solo un piccolo assaggio delle potenzialità inespresse per troppi bastoni infilati tra le ruote di San Benedetto).

Sicuramente solo un ingenuo può pensare che dietro a un certosino lavoro giornalistico vi siano chiacchiere da bar o tentativi di acchiappaclic. Quando lo dicono e scrivono persone che hanno il tesserino da giornalista, evidentemente siamo di fronte a chi non conosce le basi di questo lavoro. 

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