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Strattoni, colpi con un penna usata come coltello, schiaffi sulla testa, calci.
Sono alcune delle vessazioni fisiche e morali che un 47enne originario del Bangladesh, insegnante di religione di un centro educativo islamico di Jesi (Ancona), avrebbe inflitto ad almeno una quindicina di studenti, umiliandoli e colpendoli per punirli in conseguenza di errori o esitazioni sul Corano.
Ora la polizia - gli agenti del Commissariato e la Squadra Mobile - ha arrestato il 47enne in base ad un’ordinanza cautelare emessa dal gip di Ancona, ponendolo ai domiciliari.
L’attività investigativa, coordinata dal pm di Ancona Valentina Bavai, era stata originata da segnalazioni di un insegnante al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Jesi, dalle quali emergevano presunti metodi educativi coercitivi e violenti nei confronti degli studenti da parte dell’Imam che operava nella nuova struttura di via Cascamificio, inaugurata a febbraio 2025.
Ad aprile di quest’anno, gli agenti avevano accertato che l’indagato maltrattava i minori a lui affidati per ragioni di educazione ed istruzione religiosa e sottoposti alla sua autorità, rivolgendo loro anche minacce oltre a sottoporli a vessazioni fisiche e morali.
Ora l’esecuzione del provvedimento che costituisce misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari. Il destinatario è presunto innocente fino a sentenza definitiva.
Diretta Samb