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"Ho chiesto una ricognizione dei danni ai Comuni coinvolti, se ci saranno le condizioni valuteremo la richiesta di stato di calamità".
Così all’ANSA l’assessore regionale alla Protezione civile delle Marche, Tiziano Consoli, in merito ai danni causati dal nubifragio che si è abbattuto sulla costa e sull’entroterra ieri pomeriggio e nella notte. Oggi associazioni di categoria, sindacati, il Pd regionale e lo stesso sindaco di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) - tra le città più colpite - si sono appellati alla Regione affinché chiedesse al governo lo stato di calamità.
"Lo stato di calamità va chiesto laddove ci siano pericoli all’incolumità pubblica, come situazioni di blocco del traffico, danni a infrastrutture pubbliche. - ha aggiunto Consoli - Faremo un quadro ricognitivo individuando le criticità e dando dei criteri di priorità per poi capire come muoverci. La stessa cosa che abbiamo fatto con quanto avvenuto in Vallesina un mese e mezzo fa".
Per quanto riguarda i danni all’agricoltura, l’assessore apre alla possibilità di intervenire con strumenti regionali.
Ma qual è la differenza tra Stato di emergenza e di calamità?
Stato di Emergenza: È dichiarato dal Consiglio dei Ministri (ai sensi del Codice della Protezione Civile). Serve a sbloccare fondi immediati per l’assistenza, ripristinare i servizi essenziali e autorizzare interventi urgenti anche in deroga alle normative ordinarie.
Stato di Calamità Naturale: Riguarda più propriamente le attività produttive, in particolare l’agricoltura. Consente l’accesso a contributi a fondo perduto e prestiti agevolati per le imprese agricole che hanno subito danni ingenti alle produzioni e alle strutture.
Diretta Samb