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ASCOLI - A un anno dalla sua scomparsa, Ascoli ricorda Francesco Paolo Galati, manager industriale, Maestro del Lavoro e uomo profondamente impegnato nella comunità. Domani, 11 agosto, alle 18, in duomo, lo stesso luogo che un anno fa ne accolse i funerali, sarà celebrata una messa in sua memoria.
Nato a Piazza Armerina, in provincia di Enna, il 4 novembre 1942, Galati aveva costruito la propria vita attorno ai valori della disciplina, della responsabilità e del lavoro. Giovane, nel 1963 entrò nel Comsubin di La Spezia, diventando sommozzatore della Marina Militare. Navigò sull’incrociatore Garibaldi e sull’Amerigo Vespucci, esperienza che lasciò in lui un legame profondo con il mare e con la Marina, mantenuto negli anni anche attraverso l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia. Terminata l’esperienza militare, portò rigore e competenza nel mondo dell’industria. Dopo i primi incarichi nel Gruppo Montecatini, lavorò nel settore farmaceutico con Vetem, occupandosi della manutenzione e dell’ampliamento degli impianti tra Milano, Bologna e Roma.
Fu proprio durante uno dei viaggi di lavoro che conobbe Ascoli, città della quale si innamorò fino a sceglierla come casa. Nel 1989 si trasferì con la moglie Maria Lucia Carità e i tre figli, Salvatore, Pier Giorgio e Valentina. Ad Ascoli, presso Farmitalia Carlo Erba, assunse la responsabilità di importanti lavori di ampliamento dello stabilimento e di realizzazione di nuovi reparti produttivi. Una lunga esperienza che proseguì anche dopo il pensionamento attraverso attività di consulenza e construction management. Nel 1996, dopo 36 anni nell’industria farmaceutica, gli fu conferita la Stella al Merito del Lavoro, con il titolo di Maestro del Lavoro. Un riconoscimento che non segnò la fine del suo impegno. Per oltre vent’anni fu revisore dei conti della Federazione dei Maestri del Lavoro d’Italia, Consolato di Ascoli Piceno, dedicandosi soprattutto ai percorsi Scuola-Lavoro.
Portava la propria esperienza nelle scuole e accompagnava gli studenti nelle visite alle aziende, convinto che il lavoro fosse uno strumento di crescita, dignità e responsabilità. Accanto alla professione, Galati coltivò un forte impegno civile. Volontariato, Caritas, Cursillos di Cristianità, Lions Club e assistenza ospedaliera furono alcuni degli ambiti nei quali mise tempo ed energie a disposizione degli altri. Particolarmente significativo fu anche il legame con il sestiere di Sant’Emidio, rafforzato nel 2021 dalla partecipazione della figlia Valentina alla Quintana come Dama.
Curioso e appassionato, amava la musica classica e il violino, la cucina, il lavoro dell’acciaio al tornio e soprattutto il mare. Ma al centro della sua vita rimase sempre la famiglia: la moglie Maria Lucia, compagna dal 1966, i figli, le nuore Giuditta e Romina e i nipoti. È proprio nei valori trasmessi ai figli e ai nipoti – onestà, gentilezza, purezza d’animo e generosità – che oggi vive la sua eredità più autentica.
A un anno dalla morte, il ricordo di Francesco Paolo Galati resta così legato non soltanto ai risultati della sua lunga carriera, ma al modo in cui ha attraversato la vita: con rigore e coraggio, curiosità e dedizione, senza mai dimenticare l’importanza degli altri. La celebrazione di martedì sarà un momento di raccoglimento aperto a quanti lo hanno conosciuto, stimato e amato.
Diretta Samb