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PESARO - L’emergenza idrica non si è esaurita con il ripristino dell’erogazione. A Pesaro, dopo i giorni segnati dalla tripla rottura dell’acquedotto, ora arriva la conta dei danni economici e d’immagine. L’onda lunga del disservizio rischia di farsi sentire anche sul turismo: alcuni operatori segnalano già un brusco calo delle presenze atteso dalla prossima settimana, con cancellazioni legate soprattutto alle voci circolate fuori città sulla mancanza d’acqua.
Le associazioni di categoria hanno intanto distribuito alle imprese i primi moduli per raccogliere le segnalazioni e avviare un censimento dei danni. La stima iniziale è di circa 500 attività potenzialmente interessate: 80 stabilimenti balneari, 60 strutture alberghiere e un numero consistente di bar, ristoranti, attività ricettive e altri esercizi commerciali che hanno subito disagi durante i giorni dell’emergenza. La documentazione servirà a quantificare le perdite e verificare gli eventuali presupposti per richieste di risarcimento.
Tra i danni da rilevare ci sono le chiusure forzate, le cancellazioni e i mancati incassi, ma anche la merce invenduta o resa inutilizzabile e i costi straordinari sostenuti per garantire la continuità dell’attività. Le cifre complessive sono ancora da definire, ma potrebbero raggiungere diverse decine di migliaia di euro.
Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Apa, Fipe, Federalberghi e l’associazione commercianti Baia sottolineano che la fine dell’emergenza immediata non cancella le conseguenze subite dal tessuto economico cittadino. Per questo hanno predisposto una raccolta dati capillare sui danni materiali e d’immagine e hanno chiesto un confronto urgente con Marche Multiservizi, l’amministratore delegato Mauro Tiviroli, Ato 1 Marche Nord e il presidente Massimo Berloni.
Sul tavolo ci sono richieste precise: un rendiconto sugli investimenti effettuati negli ultimi decenni, lo stop ai dividendi per destinare risorse al potenziamento della rete, il risarcimento dei danni subiti dalle imprese e un piano strutturale per manutenzione e sicurezza dell’acquedotto. Per le categorie economiche, chiusa la prima fase dell’emergenza, si apre ora quella altrettanto delicata della ricostruzione e della tutela del sistema produttivo e turistico pesarese.
Diretta Samb