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ANCONA – Se non è un passo indietro, poco ci manca. L’ipotesi Bolignano, che appena due mesi fa sembrava la carta su cui l’amministrazione comunale era pronta a puntare per il nuovo crematorio, oggi torna nel cassetto delle possibilità. Non è stata cancellata, certo, ma il linguaggio della giunta è cambiato e racconta un’evidente frenata.
Il sindaco Daniele Silvetti precisa che Bolignano non è mai stata una «scelta politica», ma soltanto un’ipotesi tecnica sottoposta alla valutazione. Una definizione che stride con quanto emerso a luglio, quando l’area dell’ex inceneritore sembrava essere diventata la soluzione di riferimento dopo le oltre 4mila firme raccolte contro la localizzazione originaria a Tavernelle.
Ora, invece, servono altre alternative. Almeno un paio, secondo il sindaco, che chiede agli uffici di individuarle entro settembre. Il motivo principale è tecnico: la conformazione del terreno di Bolignano comporterebbe lavori aggiuntivi e un costo stimato in circa 300mila euro. Da qui l’idea di allargare il ventaglio delle possibilità, anche se l’amministrazione esclude categoricamente di realizzare il forno in un altro Comune.
Il paradosso è che Bolignano avrebbe un vantaggio non secondario: è un’area già nella disponibilità pubblica e, sotto questo profilo, sarebbe praticamente «chiavi in mano». Le eventuali alternative, invece, potrebbero richiedere espropri, varianti urbanistiche e tempi molto più lunghi, nell’ordine di un anno e mezzo.
E c’è un altro nodo, forse ancora più delicato: la cosiddetta compatibilità sociale. Il sindaco assicura che la decisione sarà presa sulla base di criteri tecnico-scientifici e non delle proteste. L’assessore Stefano Tombolini, però, ammette che il consenso del territorio sta assumendo un peso crescente e che le nuove ipotesi servirebbero anche a superare le difficoltà politiche incontrate finora.
Il risultato, al momento, è una fotografia poco rassicurante: il progetto non ha ancora una collocazione definitiva, il Documento di indirizzo alla progettazione resta fermo e l’Arpam attende il via libera per le verifiche ambientali. Intanto le ditte premono per partire e i cittadini hanno dimostrato di saper trasformare il dissenso in mobilitazione.
Dopo Tavernelle, anche Bolignano rischia dunque di diventare un’altra tappa di una ricerca che sembra non trovare ancora una destinazione. La giunta deve scegliere, ma più passa il tempo più la questione crematorio diventa anche una delicata partita di consenso. E con le elezioni comunali del 2028 all’orizzonte, il margine per una decisione impopolare si fa inevitabilmente più stretto.
Diretta Samb