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Un passaggio di consegne storico per la John Cabot University, l’ateneo americano nel cuore di Trastevere. Dal primo luglio 2026, alla guida dell’università americana c’è per la prima volta una donna: Antonia Maioni che succede a Franco Pavoncello, che l’ha diretta per oltre venti anni.
Maioni, canadese di seconda generazione, nata e cresciuta a Montréal, vanta radici italiane: la sua famiglia proviene infatti da Montegiorgio, in provincia di Fermo, nelle Marche.
Il suo è un curriculum d’eccellenza nel campo della leadership accademica e della ricerca internazionale. Docente di Scienze Politiche e Politiche Pubbliche presso la prestigiosa McGill University di Montréal – dove è stata anche la prima donna a guidare la Facoltà di Lettere e Filosofia (Dean of Arts) dal 2016 al 2021 – Maioni ha studiato all’Université Laval di Québec, alla Carleton University di Ottawa e ha conseguito il dottorato alla Northwestern University, nell’Illinois.
Già titolare della cattedra William Lyon Mackenzie King ad Harvard e Fellow presso la Johns Hopkins University/Sais Europe di Bologna, la nuova presidente unisce una profonda conoscenza delle politiche sanitarie e della politica comparata a una spiccata visione internazionale.
"Più di cent’anni fa, mio nonno ha attraversato l’oceano fino al Canada, come Giovanni Caboto, il cui monumento a Montréal si trova proprio davanti alla fermata dell’autobus della scuola che frequentavo da ragazza. Cinquant’anni fa mia madre ha lasciato le Marche per il Canada, per amore. Oggi torno ad attraversare l’Atlantico. È questo, credo, lo spirito della frase di Seneca: la mia patria è il mondo".
È quanto ha dichiarato la presidente della John Cabot University, la professoressa Antonia Maioni, nel corso dell’insediamento ufficiale nella cerimonia svoltasi all’Accademia dei Lincei.
Prima donna a ricoprire la carica di presidente dell’Ateneo.
Maioni ha sintetizzato in "3 P" le linee guida del suo mandato: "Provide, prepare, promote. Continuare a fornire ciò che rende possibile un insegnamento e un apprendimento al più alto livello di qualità possibile. Preparare la nostra università al futuro, assicurandone il successo e la sostenibilità". "Infine" - ha concluso - "questo è il momento di promuovere noi stessi, di far conoscere il valore della nostra università, un gioiello di sapere unico in un luogo unico: c’è ancora molto da raccontare sulla John Cabot".
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