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Una domenica per riscoprire i teatri storici delle Marche. È in programma il 4 ottobre la prima edizione della Giornata dei teatri storici delle Marche, iniziativa istituita dalla Regione per valorizzare e promuovere una rete di 62 strutture disseminate tra città e borghi del territorio. Una giornata pensata per riportare al centro della scena questi luoghi, non solo come spazi dedicati allo spettacolo, ma come custodi della storia e dell’identità delle comunità.
La manifestazione, presentata questa mattina dal presidente della Regione Francesco Acquaroli insieme al sottosegretario alla Presidenza Silvia Luconi, al presidente della Fondazione Marche Cultura Andrea Agostini e alla dirigente del settore Turismo Paola Marchegiani, nasce nell’ambito del Piano triennale della Cultura 2025-2027. L’appuntamento è destinato a diventare ricorrente: la Giornata si terrà infatti ogni prima domenica di ottobre, con aperture straordinarie, visite guidate, percorsi esperienziali, spettacoli e iniziative organizzate dai Comuni.
«La prima Giornata dei teatri storici assume un grande valore culturale che dobbiamo condividere con le nuove generazioni e con le nostre comunità», ha sottolineato Acquaroli, evidenziando come la rete rappresenti «una delle espressioni più autentiche» della cultura marchigiana. Il riconoscimento Unesco ottenuto a Busan, in Corea del Sud, lo scorso 29 luglio, ha dato ulteriore impulso al percorso avviato dalla Regione. «Quel lavoro e quella visione sono diventati ora una grande occasione per distinguerci e rafforzare la conoscenza di quanto di straordinario è accaduto e continua ad accadere nelle Marche», ha aggiunto il presidente.
L’obiettivo è trasformare i teatri in vere porte d’ingresso alla scoperta del territorio, collegando cultura, turismo, borghi, paesaggi e produzioni locali. «Sono 62 le “bomboniere”, come amo definirle, che compongono questa straordinaria realtà», ha detto Silvia Luconi, ricordando che gli otto teatri inseriti nel riconoscimento Unesco costituiscono una parte di un patrimonio regionale molto più ampio. «Vogliamo riportare questi luoghi al centro della vita delle comunità, valorizzandone la storia, l’identità e la capacità di generare cultura e attrattività», ha aggiunto.
Per Andrea Agostini, la giornata rappresenta «una promessa mantenuta», perché il percorso verso il riconoscimento internazionale non ha mai significato abbandonare gli altri teatri storici marchigiani. Al contrario, secondo il presidente della Fondazione Marche Cultura, l’iniziativa consente di costruire «un sistema vivo» e una rete culturale e turistica riconoscibile anche oltre i confini regionali.
La Giornata è promossa dalla Regione Marche insieme a Fondazione Marche Cultura, Consorzio Marche Spettacolo, AMAT e FORM. Un lavoro comune che punta a consolidare la rete dei 62 teatri e a proporre un’offerta coordinata, capace di aumentare la visibilità di un patrimonio che affonda le proprie radici tra il XVII e il XIX secolo.
I teatri storici marchigiani rappresentano infatti una delle più importanti concentrazioni di questo patrimonio in Italia. Molti nacquero secondo il modello del teatro condominiale, con i palchi acquistati e finanziati dalle famiglie locali. Per secoli sono stati luoghi di spettacolo, ma anche di incontro e di vita sociale, diventando parte integrante dell’identità dei territori.
A sostenere la promozione dell’iniziativa sarà anche il portale teat??ricondominiali.it, destinato a raccogliere in un’unica piattaforma gli appuntamenti organizzati dai Comuni: spettacoli, concerti, visite, eventi e attività culturali. Una vetrina comune per accompagnare il pubblico alla scoperta dei teatri e rafforzare l’immagine delle Marche come regione dei teatri storici.
Diretta Samb