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FABRIANO – I lavoratori della Beko si apprestano a vivere giornate particolarmente complicate.
Nelle prossime ore è infatti previsto l’ennesimo tavolo al ministero per le imprese ed il made in italy alla presenza del ministro Urso.
Nel frattempo arriva la notizia che sarà prevista cassaintegrazione in tutte le giornate di ottobre per una parte di fabbrica.
Dal 26 al 30 ottobre prossimi è infatti stata comunicata la fermata di tutto il plant e tutto ciò, nonostante un aumento dei volumi, non per la produzione, bensì per il magazzino spedizioni, lavoro che comunque non coinvolgerà il personale Beko.
"Non stiamo parlando - dice Pierpaolo Pullini, segretario territoriale di Fabriano - di produzione di piani cottura, ma di spedizioni di prodotti costruiti altrove che saranno gestiti comunque dalla società di logistica con cui la multinazionale ha contratti commerciali; a causa di questi, l’azienda si è rifiutata di gestire il picco positivo con personale interno".
“Il sindacato – aggiunge Pullini - ha chiesto di internalizzare l’attività, per far lavorare una parte di quelle persone che stanno subendo tanta cassaintegrazione per la mancanza di volumi produttivi, dovuti alle dinamiche di mercato ma anche alla mancanza di investimenti di prospettiva e a scelte commerciali forse non azzeccatissime". L’azienda ha risposto "che non intende procedere in questa direzione, come invece fatto a Cassinetta", assicurando "che l’attività non sarà completamente esternalizzata".
"Certamente una posizione che non può essere soddisfacente", conclude Pullini - Nello stabilimento di Melano sono uscite molte più persone rispetto quelle previste dal piano, e a cui bisogna garantire lavoro, senza esternalizzarlo, ma andandolo anche a prendere dove già c’è".
Diretta Samb