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SCERNI – Sono sette le persone iscritte nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Andrea Di Risio, il giovane di 21 anni che ha perso la vita il 15 ottobre mentre lavorava all’interno della cantina sociale San Panfilo di Scerni, in provincia di Chieti. La Procura di Vasto procede ipotizzando i reati di omicidio colposo e violazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro.
Andrea, studente universitario di Scienze Motorie e prossimo alla laurea triennale, lavorava come stagionale durante il periodo della vendemmia. Avrebbe compiuto 22 anni il mese prossimo. Un impiego temporaneo per guadagnare qualcosa mentre portava avanti gli studi, interrotti insieme a una vita ancora tutta da costruire.
Secondo quanto ricostruito finora, quella mattina il giovane era impegnato nella pulizia di un silos all’interno della struttura quando sarebbe stato colpito violentemente alla testa da una sorta di elica del macchinario. Un impatto che non gli avrebbe lasciato scampo. Sul posto erano intervenuti i sanitari, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri, ma ogni tentativo di soccorso si era rivelato inutile.
Il macchinario coinvolto nell’incidente è stato posto sotto sequestro per consentire tutti gli accertamenti tecnici necessari a chiarire la dinamica e verificare il rispetto delle procedure previste per la sicurezza dei lavoratori.
L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Vasto Silvia Di Nunzio. Lunedì verrà conferito al medico legale Pietro Falco l’incarico di eseguire l’autopsia sul corpo del ventunenne. L’esame dovrà fornire ulteriori elementi sulle cause del decesso, mentre le indagini dovranno stabilire eventuali responsabilità.
L’iscrizione delle sette persone nel registro degli indagati rappresenta, in questa fase, un atto nell’ambito degli accertamenti e non equivale a una dichiarazione di responsabilità.

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