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ANCONA - È morto dopo quasi un mese di agonia Kabir Mohidul, l’operaio bengalese di 29 anni rimasto gravemente ustionato nell’incidente alla Fincantieri di Ancona.

Con la sua morte salgono a due le vittime della fiammata del 29 settembre: nell’incidente aveva perso la vita sul colpo il collega Sofiane Boutraa, 55 anni, tunisino e padre di tre figli.

Entrambi lavoravano per una ditta appaltatrice ed erano impegnati in un’attività di carpenteria in uno spazio ristretto, nel blocco denominato «quinta marcia».

La tragedia ha riacceso le polemiche sulla sicurezza nei cantieri e sul sistema degli appalti. Dopo l’incidente, Fim, Fiom e Uilm avevano proclamato otto ore di sciopero, chiedendo maggiori garanzie per i lavoratori.

La Fiom di Ancona ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile, denunciando una situazione che, secondo il sindacato, continua a esporre gli operai a rischi inaccettabili.

La Procura di Ancona indaga per chiarire le cause dell’incidente e le eventuali responsabilità. Tra le ipotesi iniziali, una possibile perdita di gas, ancora da accertare.

Sul fronte regionale, gli ultimi dati disponibili, relativi ai primi sette mesi del 2026, registrano nelle Marche 13 infortuni mortali, di cui 11 durante l’attività lavorativa. Nello stesso periodo del 2025 erano stati 16 i decessi complessivi. Un bilancio inferiore ma non meno pesante e ben lontano dall’obiettivo "morti zero".

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