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"I cantieri di Rest edile sono tutti in parte del territorio di Macerata" tra cui la zona di "San Severino Marche e Tolentino" e la "lettura che molti danno sul motivo" di tutto ciò è che "quella ditta garantiva la neutralizzazione dell’accollo con il 110%, una scelta che abbiamo pagato tanto".
L’inciso del commissario post sisma Guido Castelli nell’intervento alla seduta aperta sulla ricostruzione del Consiglio Regionale delle Marche a Muccia (Macerata) fa riferimento a uno dei filoni dell’inchiesta della Dda di Ancona sulle infiltrazioni criminali nella ricostruzione nella quale è stato arrestato anche il titolare della Rest Edile di Tolentino, Enrico Crucianelli, a cui fanno capo circa 400 dei cantieri interessati.
Castelli ha snocciolato tutti i provvedimenti messi in campo dal 2023 dalla struttura commissariale per vigilare e garantire la legalità degli appalti e ha anche ricordato che gli appalti della ricostruzione privata vengono affidati senza intermediazione pubblica, dai terremotati "che avranno sempre la mia tutela".
In questo contesto, ha ribadito, la struttura commissariale non poteva neanche limitare il numero di contratti alle imprese perché "in Europa c’è la libera concorrenza" mentre le norme si riferiscono solo ai limiti per gli incarichi tecnici nei lavori post sisma.
Altro aspetto approfondito da Castelli, riguarda sempre il 110%: "con il 110% - ha riferito - abbiamo registrato un aumento esponenziale del costo delle demolizioni - ricostruzione: da 2.800 euro a 4.500 al metro quadrato". "Chi aveva capacità bancarie e di plafond ha fatto queste cose", ha fatto queste cose e questo tipo di pratiche nei cantieri tra 2020 e 2022 sono 400".
Un tema, secondo il commissario, che "ha fatto crescere esponenzialmente questo fatto nella provincia" dove pure, come altrove, "esistono tavoli e protocolli della legalità"
Diretta Samb