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Omicidio Declerch, l’autopsia svela l’accanimento con cui la vittima è stata uccisa

Omicidio Declerch, l’autopsia svela l’accanimento con cui la vittima è stata uccisa
dicembre 01
13:32 2021

POPOLI – Estrema violenza e accanimento da parte del presunto omicida di Fulvio Declerch, il 53enne ritrovato morto il 25 novembre scorso a Popoli, Provincia di Pescara.

Il suo corpo giaceva a ridosso del fiume, in contrada Decontra. L’autopsia effettuata ieri mattina svela la crudeltà con cui l’uomo, disoccupato di origini belghe, è stato ammazzato.

Un orecchio amputato, il volto sfigurato e il colpo fatale al petto. Ecco i principali passaggi dell’esame autoptico. Lunedì Alessandro Chiarieri, il 29enne vicino di casa della vittima ritenuto dagli inquirenti il responsabile del delitto, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha convalidato l’arresto, disponendo la custodia cautelare in carcere.

Stando a quanto ricostruito, in base alle testimonianze raccolte, la lite tra i due risale alla sera prima del ritrovamento del cadavere di Declerch.

Tutto sarebbe cominciato il 24 novembre quando il giovane, accompagnato da un’altra persona, si sarebbe recato a casa della vittima a sua volta in compagnia di un amico.

La prima discussione sarebbe nata per la mancata offerta di una bottiglia di vino tenuta in frigo. Poi la lite si sarebbe accesa poco dopo per una vecchia vicenda tra i due.

Inizialmente i presenti sono riusciti a calmare le acque, ma dopo Chiarelli avrebbe bussato alla porta del vicino armato di un coltello. Anche in questo caso è stato allontanato, ma la tragedia si è probabilmente consumata in piena notte.

L’assassino sarebbe entrato dal piano superiore dell’abitazione della vittima, rompendo il vetro di una finestra.

I rumori sono stati percepiti da una vicina, intorno alle 2.30. Orario che coincide con la ripresa della telecamera esterna con le immagini di un uomo che spinge una carriola. Gli inquirenti, fin da subito, avevano ipotizzato il trasporto della vittima da casa al fiume in questo modo.

Nel disporre la misura cautelare in carcere, il gip scrive che “deve ritenersi altamente probabile che l’indagato ricada nel delitto di omicidio doloso pluriaggravato”

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