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"Ridurre la possibilità di errori, evitare che le conclusioni del giudice si fondino esclusivamente sulla relazione dei servizi sociali, creare un ’ponte’ tra la famiglia e i soggetti istituzionalmente preposti alla tutela".

Sono le principali finalità della proposta di legge di Michela Vittoria Brambilla, presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza, sull’allontanamento dei minori dal nucleo familiare che prevede, tra l’altro, l’istituzione di un "collegio tecnico multidisciplinare", coordinato da una figura nuova, l’esperto delle relazioni familiari fragili, che affianchi fin dall’inizio il magistrato chiamato a prendere, in un senso o nell’altro, una decisione tanto delicata.

Il testo è stato illustrato oggi, nella sala conferenze di Montecitorio, presente lo psichiatra Tonino Cantelmi, che sta seguendo la vicenda della famiglia anglo-australiana trasferitasi nel bosco di Palmoli in Abruzzo e poi separata dai giudici del Tribunale per i Minori dell’Aquila che hanno tolto alla madre Catherine e al papà Nathan la potestà genitoriale perché "erano a rischio le relazioni e l’incolumità fisica" dei tre figli, da novembre ospiti di una struttura protetta a Vasto.

"La proposta - spiega la deputata di Nm - ha preso spunto dai suggerimenti emersi durante il ciclo di audizioni informali con esperti e operatori, per affrontare le criticità evidenziate anche dai casi di cronaca come quello della famiglia nel bosco e altri simili.

L’allontanamento dei figli dai genitori dev’essere un provvedimento da assumere soltanto come extrema ratio, quando vita e benessere dei minori non possono essere altrimenti tutelati, e da eseguire con la massima delicatezza possibile. Ma a tale principio è necessario dare effettività. Per rafforzare l’istruttoria del giudice in vista di un provvedimento di allontanamento, e per evitare che le sue conclusioni si fondino esclusivamente sulla relazione dei servizi sociali, la mia pdl, modificando gli art. 473 bis e seguenti del Codice di procedura civile, prevede che siano obbligatoriamente acquisite anche le valutazioni di un collegio tecnico multidisciplinare composto da un neuropsichiatra infantile, da uno psicologo dell’età evolutiva e da un pedagogista o da un educatore professionale socio-pedagogico con esperienza almeno quinquennale.

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