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ANCONA - Un sms che segnalava movimenti sospetti sul conto e una successiva telefonata, apparentemente proveniente dalla banca, hanno indotto un 65enne di Cupramontana (Ancona) a cadere in una truffa da quasi 29mila euro.

Il raggiro, messo in atto con la tecnica dello “spoofing” (falsificazione dell’identità digitale), è avvenuto in pochi minuti: la vittima, convinta di parlare con un operatore reale, ha eseguito quattro bonifici istantanei seguendo istruzioni telefoniche.

Il tribunale di Ancona ha condannato a due anni di reclusione un 55enne di Torre del Greco.

In aula, la vittima ha raccontato di essere stata chiamata per nome e guidata in operazioni presentate come necessarie per bloccare un presunto attacco informatico, rivelatesi invece trasferimenti di denaro, tra cui uno da 18mila euro.

La truffa è emersa quando l’app bancaria è stata bloccata con un avviso autentico. Dopo la denuncia, i carabinieri sono riusciti a individuare e bloccare la carta prepagata su cui erano confluiti i fondi, recuperando circa 26mila euro.

L’imputato ha dichiarato di aver prestato la carta a un conoscente non rintracciato, sostenendo la propria estraneità ai fatti.

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